venerdì 17 aprile 2015

Bertrans de Born - Commedia Canto XXVIII



Bertram dal Bornio. - Trovatore, signore di Altaforte; 

Nel De vulgari eloquentia Dante spiega solo tre argomenti possono essere oggetto dell'alta  poesia, e corrispondono alle tre finalità dell'anima dell'uomo (che è l'unica creatura dotata di una triplice anima: vegetativa, animale, razionale)
Dante ricorda Berteram come il sommo "poeta delle armi", uno dei suddetti tre argomenti; gli altri due sono l'amore - che è l'oggetto della grande poesia di Arnault Daniel - e la "rettitudine", che è l'oggetto della poesia morale di Giraut de Bornelh. 

Dante ci tiene a sottolineare che se nella lingua del sì grandi scrittori hanno parlato di amore e rettitudine (pensa rispettivamente a Cino da Pistoia e all'amico di Cino, che po sarebbe lui stesso) in verità nessun italiano è riuscito ad eccellere come poeta delle armi in ciò Bertrando è stato insuperabile
Ma allora che ci fa Bertrando con quella  testa in mano sul fondo dell'Inferno in mezzo a mostri orribilmente mutilati?


Le poesie di Bertram hanno la stessa struttura delle poesie trobadoriche, ma esaltano la guerra, non l'amore, i senhal nascondono nomi di principi, non delle signore.
L'animo del poeta vibra quando, finalmente, Riccardo Cuor di Leone (che lui chiamava il signor SI e NO) muove guerra a Filippo II Augusto re di Francia (1194):

la guerra è celebrata come la sola  che  consente l'esercizio della maggiore delle virtù cavalleresche: la ‛prodezza '. La guerra  celebra la cavalleria, che sta disfacendosi per il vittorioso affermarsi della nuova società borghese, mercantile.
Bertrand celebra il rischio e la ‛prova' che può condurre alla morte, sentita come liberazione da una vita misera e oscura. La guerra, d'altra parte, è vista e sentita come spettacolo, affascinante e tremendo, pieno di luci e di colori, grandioso e solenne, luminoso e tragico, nella cui contemplazione l'animo del cavaliere si appaga

Ma contro B. sta la terribile condanna di lf XXVIII 118-142. che conferma le indicazioni dei biografi: "Sempre volle che avessero guerra insieme il padre e il figlio e il fratello, l'uno con l'altro"

E poiché Bertrand ha diviso persone così strettamente congiunte, ha per l'eternità il capo diviso dal principio del busto: spietata applicazione della legge implacabile del contrapasso,


Il canto XXVIII - Enciclopedia Dantesca

Visione della IX Bolgia dell'VIII Cerchio (Malebolge), in cui sono puniti i seminatori di discordie. Incontro con Maometto, che indica Alì e predice la morte di fra Dolcino.


Visione della IX Bolgia (1-21)

Di fronte allo spettacolo orribile della IX Bolgia dell'VIII Cerchio, in cui sono puniti i seminatori di discordie, Dante dichiara che nessuno potrebbe rappresentare il sangue e le piaghe che lui ha visto e che ogni linguaggio sarebbe insufficiente. Se anche si radunassero tutti i caduti in battaglia dell'Italia meridionale nelle guerre di Roma, in quelle dei Normanni e nelle guerre scatenate dagli Angioini (incluse le battaglie di Benevento e Tagliacozzo), la visione delle membra trafitte e amputate sarebbe poca cosa rispetto a ciò cui ha assistito in quel luogo di tormento.

Maometto (22-42) (un dannato che avanza ed è tagliato dal mento sino all'ano, proprio come una botte che ha perso le doghe del fondo: le interiora gli pendono tra le gambe e sono visibili il cuore e lo stomaco)

Profezia su fra Dolcino (43-63)

Pier da Medicina (64-90)
Si avvicina un altro dannato con la gola squarciata, il naso mozzato e un solo orecchio, che dopo aver osservato Dante emette la voce attraverso la ferita nel collo: si rivolge al poeta dicendo di averlo conosciuto in Terra e si presenta come Pier da Medicina,

Presentazione di Curione (91-102)
Pier da Medicina,afferra un compagno di pena per la mascella e gli apre la bocca, mostrando che la lingua gli è stata mozzata. È Curione,

Mosca dei Lamberti (103-111)
Si avvicina un altro dannato, che alza i moncherini delle mani mozzate da cui il sangue ricade sul volto, presentandosi come Mosca dei Lamberti:

Bertram del Bornio (112-142)


Dante resta a guardare i dannati e assiste a uno spettacolo che avrebbe timore a riferire, perché potrebbe non essere creduto: lo conforta la sua buona fede e la coscienza di aver visto coi propri occhi. Il poeta infatti osserva un dannato che avanza privo della testa, che tiene in mano per i capelli come fosse una lanterna, che guarda i due poeti e si lamenta. Sembra due individui e uno al tempo stesso, cosa comprensibile solo a Dio che rende possibile ciò. Quando il dannato giunge sotto il ponte dove sono i due poeti, alza il braccio con la testa e rivolge loro alcune parole: dice a Dante di osservare la sua pena, maggiore di qualunque altra, e si presenta come Bertram del Bornio, che seminò discordia tra il re d'Inghilterra Enrico II e il figlio, il re giovane Enrico III. La sua azione è paragonabile a quella di Achitofel con Assalonne, figlio del re David, e dal momento che egli ha diviso persone così unite ora procede col capo separato dal corpo. Il dannato invita quindi Dante a osservare in lui la pena del contrappasso.




Nessun commento:

Posta un commento