mercoledì 26 febbraio 2014

"Tu mi comandi, o regina, di rinnovare inenarrabile dolore " ENEIDE II



[ULTIM'ORA] per gli assenti: non sono riuscito a ristampare i testi della prima lezione. potete tuttavia recuperarli a questo URL:  http://lacittadellefrottole-q12.blogspot.it/2014/02/gia-dallora-il-tuo-nome-io-conoscevo.html

Per tutti: Prima della lezione di domani ascoltate questa presentazione del libro II e, se volete, godetevi l'audiovisivo. Chi voglia approfondire e recuperare la vecchia lezione sul cavallo di Troia può cliccare su questo post dedicato a Laocoonte.



Enea lascia Troia (dalle Teche Rai, per cui vale la pena di pagare il canone)







giovedì 20 febbraio 2014

L'età di Augusto







 Riforme e politica di Augusto



e così Augusto accentrò nella sua persona, un po' alla volta, tutti i poteri. La forza dell'esercito era ai suoi ordini e lui teneva saldamente i cordoni della borsa. Molto lo consideravano una divinità.... Ma agì in modo lento, prudente, subdolo, dissimulato. Il regime si faceva portatore erano quelli del così detto mos maiorum, il costume degli antenati:

- la Pace
- la grandezza di Roma
- il valore dell'Agricoltura
- il recupero della Religione tradizionale.

in un solo libro: l'Eneide


mercoledì 19 febbraio 2014

"Già d'allora il tuo nome io conoscevo" - ENEIDE I



L'Eneide comincia "in medias res", con le venti navi troiane alla ricerca della terra di Esperya (l'Italia), dove Enea spera di trovare una seconda patria, come stabilito da una profezia. Ma la dea Giunone (è adirata per tre motivi: perché ha perso la gara di bellezza contro la madre di Enea, perché la sua città favorita, Cartagine, è destinata ad essere distrutta dalla stirpe troiana nata da una relazione tra Zeus ed Elettra,perché Ganimede era stato scelto quale coppiere al posto di Ebe, la figlia di Giunone) riesce a farli naufragare in Libia. Compiuti i sacrifici rituali, Enea va in esplorazione e vede una città in costruzione è Cartagine
[Testo integrale]


[LA CITTÀ' OPEROSA]

626. Quelli mossero allor per il sentiero
627. e furon presto su l'eccelso colle
628. che, sovrastando la città, dall'alto
629. dòmina a fronte le turrite mura.
630. Le moli, che pur ora eran capanne,
631. guarda ed ammira Enea, mira le porte,
632. l'alto clamor, le lastricate strade.
633. Vasta e febbrile è l'opera dei Tirii:
634. chi con le braccia vòltola macigni
635. per alzare l'acropoli e le mura,
636. chi sceglie il luogo della sua dimora
637. e lo cinge d'un solco. Altri le sedi
638. per le magistrature e per le leggi
639. disegnano e per l'ìnclito senato;
640. altri scavano il porto; altri, ponendo
641. le fondamenta per un gran teatro,
642. scalpellano dal marmo alte colonne
643. per ornamento alle future scene.
644. Così le api alla stagion novella
645. s'affaticano al sole in mezzo ai fiori
[...]
654. <<Oh voi felici, che già i muri alzate
655. della vostra città!», proruppe Enea
656. contemplando gli aèrei fastigi;
657. e avvolto nella nube (oh maraviglia!)
658. entro la moltitudine si spinse
659. e, invisibile a lei, vi si confuse.



[IL TEMPIO ISTORIATO]
661. In mezzo alla città sorgeva un bosco
662. giocondissimo d'ombre ove i Fenici,
663. sbalestrati dai turbini e dall'onde,
664. avean scavato il simbolo augurale
665. a lor predetto dalla Dea Giunone:
666. un teschio di cavallo impetuoso;
667. onde per molti secoli la gente
668. ricca d'agi sarebbe e insigne in guerra.
669. Ivi un tempio a Giunone edificava
670. la sidonia Didone, un vasto tempio
671. ricco di doni e del favor del Nume:
672. di bronzo, sui gradi, eran le soglie,
673. di bronzo gli architravi, e tutte in bronzo
674. stridevano sui cardini le pone.
675. E là nel bosco un inatteso aspetto
676. placò l'ansia di Enea, che finalmente
677. sperò salvezza, e al misero suo stato
678. guardare osò con più fidente cuore,
679. Ché mentre ai piedi dell'immenso tempio,
680. aspettando il venir della regina,
681. egli lo contemplava in ogni parte,
682. mentre ammirava l'opulenza tiria,
683. la gara degli artefici, l'industle
684. pregio dell'opre, in ordine disposte
685. egli vide le iliache battaglie
686. e la guerra già nota in tutto il mondo:
687. Priamo, l'Atride e ad ambi infesto Achille.
688. Stette e ad Acate lagrimando disse
689. <<Qual luogo ormai, quale contrada al mondo
690. piena non è delle sciagure nostre?


[...]699. Che vedea, guerreggianti intomo a Troia,
700. di qua Greci fuggire, e teucri eroi
701. perseguirli; di là Frigi, e col carro
702. premerli a furia il cimierato Achille
703. E poco lungi riconobbe, e pianse
704. I padiglioni candidi di Reso
705. che a tradimento, nel suo primo sonno,
706. Diomède assali, rosso di strage,
707. traendo seco i fervidi cavalli
708. che ancora non avevano gustato
709. l'erbe di Troia né bevuto il Xanto.
710. Vide altrove fuggir, perdute l'armi,
711. Tròilo, infelice giovine disceso
712. contro il Pelìde ad impari duello,
718. [...] Frattanto
719. le troiane ascendean, sciolte le chiome,
720. verso il tempio di Pàllade nemica
721. recando un peplo, e supplici ed afflitte
722. il seno si battevano; con gli occhi
723. bassi all'opposta parte ella guardava.
724. Tre volte Achille aveva trascinato
725. Ettore intorno ad Ilio e a prezzo d'oro
726. vendeva la sua salma inanimata.
727. Che gemito mando dal cuor profondo
728. quando il carro miro, le spoglie e il corpo
729. del suo compagno, e Priamo nell'atto
730. di tendere le palme disarmate!
731. Anche sé riconobbe in mezzo ai greci
732. principi, ed anche le falangi Eòe,
733. forze del negro Mèmnone. Guidava
734. Pentesilèa lo stuolo delle Amàzoni
735. dagli scudi lunati, infuriando
736. entro la mischia innùmere: guerriera
737. che avea succinto in alto, sotto il seno,
738. un bel cingolo d'oro e che, fanciulla,
739. osava mlsurarsi con gli eroi


.
[LA REGINA DIDONE]
741. Mentre il dardanio Enea pur contemplava
742. quelle scene mirabili, e stupiva
743. fisso ed immoto in quella sola vista,
744. ecco avanzarsi la regina al tempio,
745. ecco Didone, fiore di bellezza,
746. in mezzo a folto giovanil corteggio.
747. Come Diana in riva dell'Eurota
748. pei gioghi del Cinto adduce i cori,
749. e mille e mille Oreadi seguaci
750. si affollano dovunque a lei d'intorno;
751. ella con la farètra su le spalle
752. plocede innanzi e tutte le sovrasta
753. dl statura, e a Latona una dolcezza
754. silenziosa intenerisce il cuore;
755. tal Didone apparia, con tal letizia
756. la regina scendea tra le sue genti
757. l'opre incitando del novello regno.

Enea vide venire al tempio i compagni Antèo, Sergesto e Cloanto che credeva dispersi. La regina li accolse "chi la stirpe degli Enèadi ignora, le imprese, i duci, la città di Troia e il vasto incendio dell'immensa guerra? Non animo sì rozzo hanno i Fenici! Oh se qui, spinto dagli stessi vènti, anche il re vostro Enea fosse con voi!"






[APPARIZIONE Dl ENEA]
881. la circonfusa nuvola si scisse
882. e si dissolse nell'aperto cielo.
883. Fulgido in chiara luce apparve Enea
884. simile a un Dio negli omeri e nel volto885. poi che gli aveva la sua stessa Madre
886. fatte adorne le chiome, e nello sguardo
887. gli aveva infuso un fascino raggiante
888. e un ardente fulgor di giovinezza;
889. come aggiunge l'artefice splendore
890. all'avorio all'argento al marmo pàrio
891. quando intorno v'intàrsia il fulgid'oro.
892. Tale Enea d'improvviso a tutti apparve
893. e così si rivolse alla regina:
894. <<Ecco quei che cercate; il teucro Enea>>[...]


922. E la sidonia Didone disse:


923. <<O figlio della Dea, quale destino


924. t'incalza in tante avversità? Qual forza
925. ti volse a queste inospiti contrade?
926. Sei tu l' Enea che Venere divina
927. al dardànide Anchise ha generato
928. su l'acque del dardànio Simoènta?
929. Ben io ricordo che a Sidòn già venne
930. Teucro, espulso dai suoi, quando cercava
931. col soccorso di Belo un nuovo regno
932. e fu nel tempo che il mio padre Belo
933. metteva a sacco l'opulenta Cipro
934. e la vinse e la tenne in signoria.
935. Già d'allora il tuo nome io conoscevo
936. ed il crollo di Troia e I re Pelasgi.

martedì 18 febbraio 2014

L'Eneide

  • Lasciate il passo, scrittori latini, lasciate il passo, scrittori greci: sta per nascere un non so che, più grande dell'Iliade. (Properzio)"
    Il poema è stato commissionato e composto in un periodo in cui a Roma stavano avvenendo grandi cambiamenti politici e sociali: la Repubblica era caduta, una guerra civile aveva squassato la società 
    Il giovane vincitore Augusto voleva far credere a tutti che,oltre ad aver portato il confini della città fino al limite delle terre conosciute, avrebbe riportato Roma verso i valori morali tradizionali 
    L'Eneide, inoltre, tenta di legittimare l'autorità di Giulio Cesare e, per estensione, di suo figlio adottivo Augusto e dei discendenti: il figlio di Enea Ascanio, chiamato Ilo (da Ilio, nome alternativo di Troia) viene rinominato Iulo e presentato da Virgilio come antenato della gens Iulia, la famiglia di Giulio Cesare
    Ere fu subito chiaro a tutti, prima ancora che Virgilio avesse finito di scriverla, che il poema di Virgilio era la più grande opera di letteratura mai concepita da un uomo.
La diffusione fu enorme. in due anni l'Eneide era sui banchi di tutte le scuole dell'Impero...... e pensare che Virgilio intanto di morte, ancora insoddisfatto del risultato avesse chiesto di distruggere il manoscritto.








Chi era Virgilio? Il più grande ecco perché




venerdì 14 febbraio 2014

Temi ICES - gennaio 2014

1. Immaginate che Odisseo sia chiamato a rispondere delle proprie azioni davanti a un giudice, per esempio Minosse o ad Alcinoo re dei Feaci: come condurresti la sua difesa? Racconta il finale dell'Odissea in forma di arringa e cerca di scagionare il nostro eroe. (Puoi fare un discorso continuo o interrogare alcuni  personaggi come testimoni a tuo favore:  Nausicaa, Penelope, Telemaco, Eumeo, Poseidone, Polifemo, Circe e Calipso.....)

2. “Se tu Ulisse Itacese che torna sei veramente, il tuo biasimo è giusto per quello che hanno fatto gli Achei: empietà nel palazzo, nei campi molte. Ma l’uomo che di tutto fu causa ora è perito, Antinoo, che tali delitti eccitava, non tanto cercando e bramando le nozze, quanto ad altro pensando che Zeus gli ha negato: farsi lui stesso signore del popolo di Itaca. [...] Ucciso adesso egli giace, ed è giusta la pena; ma tu perdona ai tuoi sudditi; ammenda faremo comune di quanto ti è stato bevuto e mangiato […] e bronzo e oro daremo a compenso finché non si placa il tuo cuore”

Sono le parole con cui Eurimaco, il migliore dei Proci, la cui bontà d’animo era riconosciuta anche da Ulisse, spera di placare la sete di vendetta dell’eroe.
Inizia con queste parole il tuo tema, nel quale racconterai il finale dell'Odissea e rifletterai sul comportamento di Ulisse. Quali motivi l'hanno portato a vendicarsi dei Proci? Quali aspetti della personalità di Ulisse emergono dal complesso del poema? Per rendere tutto più efficace puoi, come Borges in "La forma della spada" raccontare la storia utilizzando uno dei seguenti punti di vista: Nausicaa, Penelope, Eurimaco, lo stesso Odisseo.

giovedì 13 febbraio 2014

TEMI ID - Gennaio 2014

1. “Se tu Ulisse Itacese che torna sei veramente, il tuo biasimo è giusto per quello che hanno fatto gli Achei: empietà nel palazzo, nei campi molte. Ma l’uomo che di tutto fu causa ora è perito, Antinoo, che tali delitti eccitava, non tanto cercando e bramando le nozze, quanto ad altro pensando che Zeus gli ha negato: farsi lui stesso signore del popolo di Itaca. [...] Ucciso adesso egli giace, ed è giusta la pena; ma tu perdona ai tuoi sudditi; ammenda faremo comune di quanto ti è stato bevuto e mangiato […] e bronzo e oro daremo a compenso finché non si placa il tuo cuore”
Sono le parole con cui Eurimaco, il migliore dei Proci, la cui bontà d’animo era riconosciuta anche da Ulisse, spera di placare la sete di vendetta dell’eroe.
Inizia con queste parole il tuo tema, nel quale racconterai il finale dell'Odissea e rifletterai sul comportamento di Ulisse. Quali motivi l'hanno portato a vendicarsi dei Proci? Quali aspetti della personalità di Ulisse emergono dal complesso del poema?Per rendere tutto più efficace puoi, come Borges in "La forma della spada" raccontare la storia utilizzando uno dei seguenti punti di vista: Odisseo, Penelope, Eurimaco, un aedo presente nella stanza delle vendetta

2. Spesso Omero mostra gli eroi nell'atto di compiere un vendetta: nell'Odissea il protagonista fa strage dei Proci e nell'Iliade Achille ritorna tra i greci per punire Ettore. Dopo aver confrontato le motivazioni che spingono i due eroi, rifletti: ti sembra che esistano comportamenti simili nella società contemporanea? Oggi sarebbero ancora giustificabili e perché?

3. La forza della (buona) letteratura è quella di raccontare noi stessi all’interno della fabula e di farci sentire vicine le realtà che a noi sembrano più lontane. Ne è stato un esempio il racconto "Il treno ha fischiato" di L. Pirandello. Quante volte ci sentiamo giudicati superficialmente? Dai genitori, dai professori, dai compagni. Quante volte, invece, siamo noi a giudicare così gli altri così. (E' di ieri la notizia di una ragazza di 14 anni  non aiutata, ma sbrigativamente istigata al suicidio dai coetanei). Hai mai pensato di essere vittima dei pre-giudizi altrui, o ti sei mai accorta di essere un carnefice? Cosa ne pensi?

4. Quali preoccupazioni vi dà il pensiero dei vostro avvenire? Parlatene. Nonostante l'apparente spensieratezza, anche i ragazzi hanno le loro ansie, i loro tormenti, soprattutto in relazione al proprio avvenire.

lunedì 10 febbraio 2014

La città delle frottole - Q5: Il 10 febbraio è il Giorno del ricordo

La città delle frottole - Q5: Il 10 febbraio è il Giorno del ricordo: Fu, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. La Questione I...

giovedì 6 febbraio 2014

Tutte le fiabe che servono

Italo Calvino nel 1956 nella collana "I millenni" di Einaudi pubblicò una celebre raccolta: il titolo completo dell'opera, che ne chiarisce la natura, è Fiabe italiane raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino.
Ci divideremo in gruppi e studieremo le fiabe regionali, poi le analizzeremo e le racconteremo.

Elenco delle fiabe


  1. Giovannin senza paura
  2. L'uomo verde d'alghe (Riviera ligure di ponente)
  3. II bastimento a tre piani (Riviera ligure di ponente)
  4. L'uomo che usciva solo di notte (Riviera ligure di ponente)
  5. E sette! (Riviera ligure di ponente)
  6. Corpo-senza-l'anima (Riviera ligure di ponente)
  7. II danaro fa tutto (Genova)
  8. II pastore che non cresceva mai (Entroterra genovese)
  9. II naso d'argento (Langhe)
  10. La barba del Conte (Bra)
  11. La bambina venduta con le pere (Monferrato)
  12. La biscia (Monferrato)
  13. I tre castelli (Monferrato)
  14. II principe che sposò una rana (Monferrato)
  15. II pappagallo (Monferrato)
  16. I dodici buoi (Monferrato)
  17. Cric e Croc (Monferrato)
  18. Il Principe canarino (Torino)
  19. Re Crin (Colline del Po)
  20. I biellesi, gente dura (Biellese)
  21. Il vaso di maggiorana (Milano)
  22. Il giocatore di biliardo (Milano)
  23. Il linguaggio degli animali (Mantova)
  24. Le tre casette (Mantova)
  25. II contadino astrologo (Mantova)
  26. II lupo e le tre ragazze (Lago di Garda)
  27. II paese dove non si muore mai (Verona)
  28. II devoto di San Giuseppe (Verona)
  29. Le tre vecchie (Venezia)
  30. II principe granchio (Venezia)
  31. Muta per sette anni (Venezia)
  32. II palazzo dell'Orno morto (Venezia)
  33. Pomo e Scorzo (Venezia)
  34. II dimezzato (Venezia)
  35. II nonno che non si vede (Venezia)
  36. II figlio del Re di Danimarca (Venezia)
  37. II bambino nel sacco (Friuli)
  38. Quaquà! Attaccati là! (Friuli)
  39. La camicia dell'uomo contento (Friuli)
  40. Una notte in Paradiso (Friuli)
  41. Gesù e San Pietro in Friuli
  42. L'anello magico (Trentino)
  43. II braccio di morto (Trentino)
  44. La scienza della fiacca (Trieste)
  45. Bella Fronte (Istria)
  46. La corona rubata (Dalmazia)
  47. La figlia del Re che non era mai stufa di fichi (Roma)
  48. I tre cani (Romagna)
  49. Zio Lupo (Romagna)
  50. Giricoccola (Bologna)
  51. II gobbo Tabagnino (Bologna)
  52. II Re degli animali (Bologna)
  53. Le brache del Diavolo (Bologna)
  54. Bene come il sale (Bologna)
  55. La Regina delle Tre Montagne d'Oro (Bologna)
  56. La scommessa a chi primo s'arrabbia (Bologna)
  57. L'Orco con le penne (Garfagnana Estense)
  58. II Drago dalle sette teste (Montale Pistoiese)
  59. Bellinda e il Mostro (Montale Pistoiese)
  60. II pecoraio a Corte (Montale Pistoiese)
  61. La Regina Marmotta (Montale Pistoiese)
  62. II figlio del mercante di Milano (Montale Pistoiese)
  63. II palazzo delle scimmie (Montale Pistoiese)
  64. La Resina nel forno (Montale Pistoiese)
  65. L'uva salamanna (Montale Pistoiese)
  66. Il palazzo incantato (Montale Pistoiese)
  67. Testa di Bufala (Montale Pistoiese)
  68. II figliolo del Re di Portogallo (Montale Pistoiese)
  69. Fanta-Ghirò, persona bella (Montale Pistoiese)
  70. Pelle di vecchia (Montale Pistoiese)
  71. Oliva (Montale Pistoiese)
  72. La contadina furba (Montale Pistoiese)
  73. II viaggiatore torinese (Montale Pistoiese)
  74. La figlia del Sole (Pisa)
  75. II Drago e la cavallina fatata (Pisa)
  76. II Fiorentino (Pisa)
  77. I Reali sfortunati (Pisa)
  78. II gobbino che picchia (Pisa)
  79. Fioravante e la bella Isolina (Pisa)
  80. Lo sciocco senza paura (Livorno)
  81. La lattaia regina (Livorno)
  82. La storia di Campriano (Lucchesìa)
  83. II regalo del vento tramontano (Mugello)
  84. La testa della Maga (Valdarno Superiore)
  85. La ragazza mela (Firenze)
  86. Prezzemolina (Firenze)
  87. L'Uccel bei-verde (Firenze)
  88. II Re nel paniere (Firenze)
  89. L'assassino senza mano (Firenze)
  90. I due gobbi (Firenze)
  91. Cecino e il bue (Firenze)
  92. II Re dei Pavoni (Siena)
  93. II palazzo della Regina dannata (Siena)
  94. Le ochine (Siena)
  95. L'acqua nel cestello (Marche)
  96. Quattordici (Marche)
  97. Giuanni Benforte che a cinquecento diede la morte (Marche)
  98. Gallo cristallo (Marche)
  99. La barca che va per mare e per terra (Roma)
  100. II soldato napoletano (Roma)
  101. Belimele e Beisele (Roma)
  102. II Re superbo (Roma)
  103. Maria di Legno (Roma)
  104. La pelle di pidocchio (Roma)
  105. Cicco Petrillo (Roma)
  106. Nerone e Berta (Roma)
  107. L'amore delle tre melagrane (Bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue) (Abruzzo)
  108. Giuseppe Ciufolo che se non zappava suonava lo zufolo (Abruzzo)
  109. La Bella Venezia (Abruzzo)
  110. II tignoso (Abruzzo)
  111. II Re selvatico (Abruzzo)
  112. Mandorlinfiore (Abruzzo)
  113. Le tre Regine cieche (Abruzzo)
  114. Gobba, zoppa e collotorto (Abruzzo)
  115. Occhio-in-fronte (Abruzzo)
  116. La finta nonna (Abruzzo)
  117. L'arte di Franceschiello (Abruzzo)
  118. Pesce lucente (Abruzzo)
  119. La Borea e il Favonio (Molise)
  120. II sorcio di palazzo e il sorcio d'orto (Molise)
  121. Le ossa del moro (Benevento)
  122. La gallina lavandaia (Irpinia)
  123. Cricche, Crocche e Manico d'Uncino (Irpinia)
  124. La prima spada e l'ultima scopa (Napoli)
  125. Comare Volpe e Compare Lupo (Napoli)
  126. I cinque scapestrati (Terra d'Otranto)
  127. Ari-ari, ciuco mio, butta danari! (Terra d'Otranto)
  128. La scuola della Salamanca (Terra d'Otranto)
  129. La fiaba dei gatti (Terra d'Otranto)
  130. Pulcino (Terra d'Otranto)
  131. La madre schiava (Terra d'Otranto)
  132. La sposa sirena (Taranto)
  133. Le Principesse maritate al primo che passa (Basilicata)
  134. Liombruno (Basilicata)
  135. Cannelora (Basilicata)
  136. Filo d'Oro e Filomena (Basilicata)
  137. I tredici briganti (Basilicata)
  138. I tre orfani (Calabria)
  139. La bella addormentata ed i suoi figli (Calabria)
  140. II Reuccio fatto a mano (Calabria)
  141. La tacchina (Calabria)
  142. Le tre raccoglitrici di cicoria (Calabria)
  143. La Bella dei Sett'abiti (Calabria)
  144. II Re serpente (Calabria)
  145. La vedova e il brigante (Greci di Calabria)
  146. II granchio dalle uova d'oro (Greci di Calabria)
  147. Cola Pesce (Palermo)
  148. Gràttula-Beddàttula (Palermo)
  149. Sfortuna (Palermo)
  150. La serpe Pippina (Palermo)
  151. Caterina la Sapiente (Palermo)
  152. II mercante ismaelita (Palermo)
  153. La colomba ladra (Palermo)
  154. Padron di ceci e fave (Palermo)
  155. II Balalicchi con la rogna (Palermo)
  156. La sposa che viveva di vento (Palermo)
  157. Erbabianca (Palermo)
  158. II Re di Spagna e il Milord inglese (Palermo)
  159. Lo stivale ingioiellato (Palermo)
  160. II Bracciere di mano manca (Palermo)
  161. Rosmarina (Palermo)
  162. Diavolozoppo (Palermo)
  163. I tre racconti dei tre figli dei tre mercanti (Palermo)
  164. La ragazza colomba (Palermo)
  165. Gesù e San Pietro in Sicilia (Palermo)
  166. L'orologio del Barbiere (Entroterra palermitano)
  167. La sorella del Conte (Entroterra palermitano)
  168. Mastro Francesco Siedi-e-mangia (Entroterra palermitano)
  169. Le nozze d'una Regina e d'un brigante (Madonie)
  170. Le sette teste d'agnello (Ficarazzi)
  171. I due negozianti di mare (Provincia di Palermo)
  172. Sperso per il mondo (Salaparuta)
  173. Un bastimento carico di... (Salaparuta)
  174. II figlio del Re nel pollaio (Salaparuta)
  175. La Reginetta smorfiosa (Provincia di Trapani)
  176. II Gran Narbone (Provincia di Agrigento)
  177. II linguaggio degli animali e la moglie curiosa (Provincia d'Agrigento)
  178. II vitellino con le corna d'oro (Provincia d'Agrigento)
  179. II Capitano e il Generale (Provincia d'Agrigento)
  180. La penna di hu (Provincia di Caltanissetta)
  181. La vecchia dell'orto (Provincia di Caltanissetta)
  182. II sorcetto con la coda che puzza (Caltanissetta)
  183. Le due cugine (Provincia di Ragusa)
  184. I due compari mulattieri (Provincia di Ragusa)
  185. La volpe Giovannuzza (Catania)
  186. II bambino che diede da mangiare al Crocifisso (Catania)
  187. Massaro Verità (Catania)
  188. Il Re vanesio (Acireale)
  189. La Reginetta con le corna (Acireale)
  190. Giufà (Sicilia)
  191. Fra Ignazio (Campidano)
  192. I consigli di Salomone (Campidano)
  193. L'uomo che rubò ai banditi (Campidano)
  194. L'erba dei leoni (Nurra)
  195. II convento di monache e il convento di frati (Nurra)
  196. La potenza della felce maschio (Gallura)
  197. Sant'Antonio da il fuoco agli uomini (Logudoro)
  198. Marzo e il pastore (Corsica)
  199. Giovan Balenio (Corsica)
  200. Salta nel mio sacco! (Corsica)

lunedì 3 febbraio 2014

Il pifferaio magico




per i più piccoli la bella versione delle Silly Sinphonies Disney del '33

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