domenica 10 maggio 2015

venerdì 8 maggio 2015

L'entrata della primavera: A l'entrada del tens clar e Kalenda Maya

Premettiamo un sentito grazie alla V F del Liceo Scientifico "P. Paleocapa" di Rovigo che nel proprio sito Bacheca di classe ha messo a disposizione di tutti un bellissimo lavoro di classe intitolato Musica nel Medioevo da cui abbiamo estratti i testi e le traduzioni delle poesie che ci studiamo oggi.


A l’entrada del tens clar è una ballata trobadorica anonima del XII-XIII secolo in cui si festeggia cantando e ballando l'arrivo della primavera (dei “giorni chiari”). La primavera è allegoricamente raffigurata da una regina che, allontanando un decrepito re geloso e risentito (l’inverno), invita i giovani a ballare nella danza rinnovatrice della vita.




A l’entrada del temps clar, eya
Per jòia recomençar, eya
E per jelós inritar, eya
Vòl la regina mostrar
Qu’el’es si amorosa
A la vi’, a la via, jelós,
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos.

El’ a fait pertot mandar, eya
Non sia jusqu’à la mar, eya
Piucela ni bachalar, eya
Que tuit non vengan dançar
En la dansa joiosa.
A la vi’, a la via, jelós,
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos.

Lo reis i ven d’autra part, eya
Per la dança destorbar, eya
Que el es en cremetar, eya
Que òm no li vòlh emblar
La regin’ aurilhosa.
A la vi’, a la via, jelós,
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos.

Mais per nïent lo vòl far, eya
Qu’ela n’a sonh de vielhart, eya
Mais d’un leugièr bachalar, eya
Qui ben sapcha solaçar
La dòmna saborosa.
 A la vi’, a la via, jelós,
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos.

Qui donc la vezés dançar, eya
E son gent còrs deportar, eya
Ben pògra dir de vertat, eya
Qu’el mont non aja sa par
La regina joiosa.
A la vi’, a la via, jelós,
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos.
Al sopraggiungere dei giorni chiari, eya
Per rinnovare la gioia, eya
E far arrabbiare i gelosi, eya
La regina vuole mostrare
che lei è così amorosa.
Andate via, andate via, gelosi,
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi.

Ha fatto mandare messaggi ovunque, eya
Che fino al mare, eya
Non ci sia ragazzo o ragazza, eya
Che non venga a ballare
la danza gioiosa
Andate via, andate via, gelosi,
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi.

Il re viene, eya
Per disturbare la danza, eya
Perché è preoccupato, eya
Che qualcuno gli voglia rubare
la primaverile regina.
Andate via, andate via, gelosi,
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi.

Ma lei non glielo permetterà, eya
Perché lei non ha bisogno d'un vecchio, eya
Ma di un grazioso giovane, eya
Che sappia ben intrattenere
la donna squisita.
Andate via, andate via, gelosi,
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi

Chi la vedrà danzare, eya
E muovere i suoi armoniosi fianchi, eya
Potrà ben dire in verità, eya
Che il mondo non ha niente di paragonabile
alla regina gioiosa.
Andate via, andate via, gelosi,
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi



KALENDA MAYA – RIMBAUT DE VAQUEIRAS
Dedicata alla festa popolare che celebra il ritorno della primavera, Kalenda Maya è scritta in lingua d'oc, parlata nel XII secolo nella Francia del sud, la Provenza









1
Calendimaggio né foglie di faggio
né canti di uccelli, né fiori di gladiolo
mi sono graditi,
4
Proverei difficilmente gioia
se mi separassi da voi
mio Bel Cavaliere, nella disperazione,
da quando non si rivolge da nessun altra parte
il mio cuore né mi lascia andare via
il mio desiderio, perché non desidera altro.
I lusinghieri, lo so, sarebbero soddisfatti,
mia donna, altrimenti non troverebbero pace.
1.2
o nobile e felice signora,
finché io non abbia un rapido messaggero
della vostra bella persona a raccontarmi
nuovi piaceri porteranno Amore
e gioia;
2
e mi reco da voi, vera donna,
e lasciatemi schiacciare e colpire
il geloso, prima che io parta da qui. Mia bella amica per Dio non sia
che uno fuori per la gelosia mi derida a mio danno otterrebbe caro prezzo
per la sua gelosia
se ci fosse come da separare due amanti;
da allora non sarei mai felice un'altra volta
né conoscerei felicità senza di voi
prenderei una strada tale
da non essere mai visto da uomini ancora;
quel giorno in cui ti perdo
morirò, donna coraggiosa.
5
Un uomo tale vedrebbe
ascolterebbe
la mia disavventura, che sarebbe indetta per voi per questo
perché lui vi guarda
e considera
nella sua presunzione, per cui il mio cuore sospira. Così gentilmente fiorisce
splendendo sopra a tutto,
nobile Beatrice, e così gentilmente cresce la vostra virtù;
secondo me
la vostra signoria è adornata con ricco
e giusto discorso, senza dubbio.
3
Come potrei perdere
o ritrovare una donna,
prima di averla avuta?
nè un uomo nè un amante
è così solo per immaginazione;
ma quando un corteggiatore si trasforma in amante
grande è l'onore che ha accumulato,
tale è la fama prodotta da un dolce sguardo;
nuda non vi ho ancora tenuta
mai, nè altri ti hanno vinto;
vi ho
desiderata obbedita,senza alcun premio
6
Voi siete la fonte di graziose gesta;
sapienza, grazia
avete,con conoscenza;
virtù impossibile da contraddire
voi vestite con gentilezza Graziosa donna,
 ognuno prega e proclama
la vostra virtù, che dà un tale piacere;
e colui che ti dimentica,
giudica poca cosa la vita
e così io vi adoro, distinta donna;
da quando vi ho scelto come la gentilissima
e la migliore, virtuosa signora,
vi ho blandita
e servita
voi più gentilmente di quanto
Eric fece con Enide.
Ho composto