Visualizzazione post con etichetta 2017-2018. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2017-2018. Mostra tutti i post
mercoledì 3 aprile 2019
venerdì 12 ottobre 2018
Mesopotamia #3: Il Codice di Khammurabi
HAMMURABI o Hammurapi (Khammurabi) fu forse il più grande re della Mesopotamia antica, Quinto regnò per circa Quaranta anni dal 1955 al 1913 (siamo avanti Cristo ovviamente, non mi sono sbagliato a scrivere).
Fu un grande edificatore, riparò e ricostruì quasi tutti i templi più importanti del paese, fece scavare alcuni importanti nuovi canali e riparare quelli antichi (Nelle sue iscrizioni egli si vanta di aver procurato alla città campi, acqua e pascoli abbondanti).
Hammurabi si diede molto da fare per fondere in unica nazione i Sumeri, gli Accadi e gli Amurru. Quanto alla lingua l'accado divenne in breve volger di tempo la lingua ufficiale e la lingua del paese in genere. Ma il sumero rimase una lingua veneranda, specifica per le funzioni religiose e giuridiche (H. cercò di amalgamare la religione dei Semiti e dei Sumeri e promosse la fusione delle figure divine affini. Parecchie composizioni religiose letterarie in accado risalgono al suo tempo, poiché furono in questo periodo tradotte o rifatte dal sumero.)
La stessa politica di fusione e unità si nota nel diritto. Nelle sue Leggi il re cercò di fondere i due diritti, appoggiandosi però fortemente al diritto sumero.
Tutto il paese era diviso in provincie e città autonome, amministrate da un governatore con poteri tanto militari quanto civili, sotto il quale lavorava una folta schiera di funzionarî, come segretarî e scrivani e una parte dell'esercito. Erano necessari il controllo e l'intervento del Re, perché un'impero come quello degli Accadi non si dissolvesse nell'anarchia. Per questo il sovrano in persona spesso interveniva su questioni importanti o per le quali qualcuna delle parti in causa si era rivolta direttamente a lui, e non sdegnava affatto di prender decisioni anche in materie apparentemente triviali.
Lo stato ritraeva i suoi redditi dalle imposte e dai tributi...
Eh no! Adesso basta. il resto scopritelo da soli.
Buona parte di quello che si può sapere delle società della Mesopotamia antica lo si può scoprire leggendo il codice delle "Leggi" di Hammurabi. Circa quattro anni fa i vostri colleghi che frequentano (in massima parte) la classe quinta hanno già iniziato un lavoro di analisi del Codice di Hammurabi. Si fatto un lavoro simile viene chiesto a voi:
Vi dividerete in tre gruppi da 9 persone e ognuno, da solo, leggerà una delle nove sezioni che gli alunni della 1E 2013-14.
Come in un puzzle il lavoro svolto da ciascuno è essenziale per la piena comprensione e il completamento del prodotto finale.
Dopo 10' di lettura, seguirà un incontro in un 'gruppo di esperti' temporaneo, composto da tutti quelli che hanno studiato lo stesso argomento,
| |||
Gli esperti approfondiscono l'argomento, selezionano gli articoli più interessanti e preparano insieme l’esposizione.
Questo sistema si chiama Jigsaw. Quando ogni relatore ha raggiunto una
certa scioltezza e fluidità nell’esporre ritorna nel rispettivo gruppo originale ed insegna
agli altri compagni tutto quello che sa su quell'argomento.
A conclusione del lavoro, viene dato un quiz individuale comprensivo di tutti gli
argomenti affrontati.
|
Codice Delle Leggi Di Hammurabi by Michele Mazzieri on Scribd
|
Etichette:
2017-2018,
Hammurabi,
Jigsaw,
Mesopotamia
mercoledì 10 ottobre 2018
Mesopotamia #2 - A chi serve la scrittura?
Antichi codici mesopotamici
Etichette:
2012-2013,
2017-2018,
Codici,
Lipit-Ishtar,
Mesopotamia,
Ur-Nammu
Mesopotamia #0 I tre fiumi e la nascita delle civiltà fluviali
Con Antico Egitto si intende la civiltà sviluppatasi in quella sottile striscia di terra paludosa fertile che si distende lungo le rive del Nilo a partire dalle sue cateratte ai confini col Sudan fino allo sbocco nel Mediterraneo.
Le tracce di insediamenti lungo il Nilo sono molto antiche e si calcola che l'agricoltura (in particolare la coltivazione di grano e orzo) abbia fatto la sua comparsa in quelle regioni intorno al 3500 a.C. Proprio la presenza del fiume, che rende possibile la vita in una regione peraltro desertica.
Il Tigri e l'Eufrate, allora come oggi, sono soprattutto fiumi che portano enormi quantità d’acqua, attraversando regioni aridissime e popolose.
Tigri ed Eufrate: nella tradizione europea, vengono ricordati come i due grandi fiumi che delimitano la Mesopotamia, la "regione tra i fiumi".
Entrambi i fiumi sono lunghi e ricchi di acqua e scorrono in una regione semidesertica o desertica: hanno perciò una grande importanza per la vita delle popolazioni dell’area.Infatti in Mesopotamia sono state trovate le più antiche tracce di coltivazione intenzionale della terra e di conseguenza si è sviluppata la civiltà.
Fine Modulo preistoria
Come primo argomento di Geostoria ci siamo occupati dell'Ominazione.
Abbiamo ragionato sull'evoluzione umana a partire dalla visione di due film.
Fa' un breve resoconto del'attività svolta, descrivi i due film (titolo, trama, ambientazione, personaggi) e confrontali.
Nel tuo tema spiega:
- Quali scopi si prefiggono i due registi
- Errori/licenze poetiche
- Quali modi di rappresentare Preistoria ti ha convinto di più e perché.
Etichette:
2017-2018,
2018-2019,
Preistoria
martedì 9 ottobre 2018
Mesopotamia #1 - A che serve la scrittura
Un lento progredire
In Siria a partire da circa 10.000 anni fa, venivano usati dei gettoni d'argilla di forma diversa per indicare dei prodotti agricoli. Per esempio, un gettone di forma di una grossa moneta con incisa una croce indicava una pecora, uno di forma conica indicava una misura di grano, uno ovoidale indicava un'anfora d'olio, etc. Per distinguere fra pecore, montoni ed agnelli, si incidevano sul gettone dei segni diversi. Per indicare 20 pecore, erano necessari 20 gettoni. Questo sistema continuò ad essere usato per diversi millenni. Verso il 3200, i gettoni vennero soppressi e vennero sostituiti da una tavoletta piana d'argilla sulla quale venivano incise le forme dei gettoni.
Figura 2 - Gettoni d'argilla usati per indicare animali d'allevamento o prodotti agricoli. (Copie prodotte all'inizio del III millennio d.C., cioè qualche giorno fa).
Se però si dovevano indicare 43 anfore, bisognava incidere 43 disegni di anfora. Qualcuno pensò di semplificare le cose indicando prima il numero e poi l'oggetto contato. In pratica, si cominciò ad indicare le unità con tratti verticali tracciati con la punta di uno stilo e le decine con impronte circolari ottenute premendo il fondo dello stilo sulla tavoletta. Dopo questi numeri seguiva la figura di ciò che era stato contato. In questo modo, per indicare 43 anfore non c'era più bisogno di disegnare altrettante anfore, ma si indicava: OOOOIII e la figura di un'anfora.
Se era relativamente facile indicare prodotti agricoli con un disegno (pittogramma) o con un simbolo convenzionale (ideogramma), più difficile era scrivere il nome di una persona. Per risolvere questo problema, qualcuno pensò di utilizzare delle parole corte, mono o bisillabiche, e di unirle come facciamo con i rebus. Quindi, intorno al 3000 aC, vennero introdotti altri segni che non venivano tanto usati per rappresentare un oggetto, quanto piuttosto per il suono che evocavano (fonogrammi).[...] Dovettero però passare diversi secoli prima che a qualcuno venisse in mente di usare la scrittura per scopi diversi da quelli contabili. Una delle più antiche scritte funerarie sumere risale al 2700/2600 a.C. e indica il nome e il titolo del defunto.
La scrittura cuneiforme
La scrittura cuneiforme è così chiamata perché è composta da segni che hanno l'aspetto di piccoli cunei. Nel corso dei secoli, i simboli usati dai popoli della Mesopotamia subirono un processo di schematizzazione. Alla fine le figure erano diventate irriconoscibili. Divennero quindi dei simboli astratti il cui significato non era più legato alla figura originale che ora non era più possibile riconoscere
Come ho detto, questa scrittura, nata per scopi amministrativi, venne arricchita di simboli aventi valore fonetico i quali permettevano di comporre parole che non era possibile rappresentare con una figura, come i nomi propri ed i concetti astratti. Venne arricchita inoltre di figure che rappresentavano oggetti naturali, azioni, etc. La scrittura che si originò era mista, conteneva cioè pittogrammi e fonogrammi, oltre che segni numerici.
La scrittura cuneiforme si diffuse in buona parte del Medio Oriente antico e venne usata da molti popoli diversi quali i sumeri, gli accadi, i babilonesi e gli assiri. La maggior parte di questi popoli parlava lingue semitiche, ma il sistema cuneiforme venne usato anche da popoli che parlavano lingue indoeuropee, come gli ittiti. Essa veniva usata anche dagli egizi per comunicare con i principi delle coste orientali del Mediterraneo. La scrittura cuneiforme durò millenni e venne soppiantata dalla scrittura alfabetica, molto più facile da imparare e da usare. Tuttavia, la scrittura cuneiforme non scomparve appena la scrittura alfabetica divenne disponibile, ma resistette molti secoli perché gli scribi la consideravano superiore nell'esprimere le sfumature del pensiero e della lingua.
Etichette:
2012-2013,
2017-2018,
Mesopotamia
sabato 29 settembre 2018
Evoluzione 2 - La guerra del fuoco
Settantacinquemila anni fa (?), in un luogo imprecisato del Vecchio Continente, una piccola comunità di Neanderthal viene attaccata da un gruppo di feroci individui dall’aspetto scimmiesco. Decimati e messi in fuga, gli aggrediti devono abbandonare la caverna che era il loro rifugio; e nell’attraversare un corso d’acqua lasciano spegnere il fuoco che hanno portato con sé ma che non son capaci di riaccendere, e senza il quale non potranno sopravvivere al gelo dell’inverno.
Tre uomini, Amoukar, Naoh e Gaw, per ordine del capo partono dunque alla ricerca del prezioso elemento armati solo di bastoni e di lance rudimentali, senza sapere per quanto tempo resteranno lontani e se al ritorno troveranno i compagni ancora in vita.....
%
%
Poiché solo un essere umano, se rimane umano, può riconoscere umano un altro essere umano.
guardate il quiz, rispondete alle domande.per loggarvi cliccate su https://edpuzzle.com/join/unmubdu e inserite il codice classe
unmubdu
Etichette:
2017-2018,
2018-2019,
Preistoria
lunedì 4 giugno 2018
COMPITI PER LE VACANZE
Studiare:
studiare complimenti di tempo p.169, di qualità p.183, di materia p.209
studiare la terza declinazione:come risalire ai nominativi p.179, particolarità p.194 e p.197
studiare il perfetto p.203 e il più che perfetto p.239
Esercizi e versioni:
p.171 n26, p.181 n15, p.219 n.32, p.220 n 34, p.237 n.29, p.250 n26, p.254 n 34-35
Attenzione:
La prima verifica di latino intorno al 20 settembre, riguarderà:
- complimenti di tempo p.169, di qualità p.183, di materia p.209
- terza declinazione
- Traduzione verbi
- brevi traduzioni
Iniziate a fare i compiti già alla fine di luglio e seguite il libro: prima il ripasso, poi l'esercizio.Se avete voglia di leggere perché non scegliere questo?

Buon lavoro
Etichette:
2017-2018,
compiti per e vacanze
lunedì 30 aprile 2018
Luoghi di Alessandro Magno
Luoghi di Alessandro Magno
Invito a perfezionare la mappa: inserire i percorsi e distinguendo i colori delle città nei vari livelli
Invito a perfezionare la mappa: inserire i percorsi e distinguendo i colori delle città nei vari livelli
Etichette:
2017-2018,
Alessandro Magno,
Grecia
venerdì 6 aprile 2018
Le guerre e i Persiani
Etichette:
2017-2018,
Grecia,
Guerre persiane
giovedì 5 aprile 2018
venerdì 2 febbraio 2018
La città 6: le nostre mappe
Commento alla Mappa di Agugliano
Commento alla mappa Montemarciano
Commento alla mappa Offagna
Commento alla mappa CHIARAVALLE
Commento alla mappa PASSATEMPO
Commento alla mappa CAMERANO
Commento alla mappa TORRETTE
Commento alla Mappa di Candia
giovedì 11 gennaio 2018
La città 5 - Funzioni urbane
La città è soprattutto una costruzione sociale, è il frutto di un processo di accentramento di persone e attività. Essa organizza la vita degli abitanti secondo le regole della convivenza e crea continue opportunità di incontro e di comunicazione, in accordo con il ruolo che ogni individuo ricopre. La città svolge varie funzioni, che nei secoli sono diventate via via più complesse.
Si possono distinguere due tipi di funzioni:
- Funzioni basilari che riguardano servizi necessari alla vita dei cittadini (abitazione, commercio al dettaglio); sono diffuse capillarmente, perché hanno un ambito di diffusione breve.
- Funzioni banali che sono più rare, perché hanno un ambito di diffusione ampio. Non tutti gli autori concordano, ma possima indicare come funzioni banali: Commercio specializzato, Culturale-turistica (Museo, Università, teatro, biblioteca, mass media, , turismo e tempo libero, palestre, cinema, festival, sagre…), Direzionale (Comune, Provincia, Regione, ambasciate, banche, assicurazioni, uffici R&D…) Produttiva (Artigianato, PMI, grandi imprese, mercato del lavoro urbano…) Distributiva (Trasporti, ferrovie, aeroporto, commercio, mercati, servizi sanitari...)
si può ragionare anche in termini di:
Servizi comuni (bar, posta, scuola dell’obbligo…);
Servizi di livello medio (abbigliamento specializzato, agenzie di viaggio…);
Servizi rari (ospedali con reparti specialistici, Università…).
-------------------------------------------------------
<Cosa faremo noi?>
Il nostro laboratorio consiste nell'imparare a maneggiare questi concetti geografici. abbiamo due possibilità.
1) Possiamo individuare uno spazio limitato (un paese o un quartiere), studiarne i fattori di localizzazione, censire le funzioni urbane, magari fotografarle, riportarle sulla mappa di Google e discuterne insieme.
2) Possiamo individuare uno spazio più ampio (per esempio il centro di Ancona o anche l'intera città), analizzare la diffusione di una funzione urbana, magari fare fotografie, e riportare sulla mappa di Google e discuterne insieme.
Se saremo fortunati riusciremo a realizzare un'analisi completa; ogni tanto ci sono città con funzione specializzata (ma è molto raro per le città grandi). Ci renderemo conto che il criterio di classificare le città in base alle attività economiche in esse prevalenti è valido soprattutto per i centri di piccole e medie dimensioni oppure per i quartieri (è riduttivo, invece, nel caso delle grandi città che di solito svolgono molteplici funzioni: Ancona, ad esempio, può essere considerata insieme città d’arte, città turistica, ma anche città politico-amministrativa e ancora città produttiva, commerciale e culturale).
Ma poco importeranno i risultati: la cosa importante sarà imparare la procedura scientifica alla base di uno studio geografico.
La funzione produttiva
La funzione produttiva è propria di quelle città in cui sorgono industrie, che producono beni e danno lavoro a numerosi dipendenti. Negli ultimi decenni la costante crescita del settore terziario ha ridimensionato questa funzione
La funzione finanziaria e commerciale
è propria di quelle città in cui ci sono banche, agenzie di assicurazione, studi di avvocati, medici, commercialisti, ecc…, che offrono un’ampia gamma di servizi finanziari e professionali destinati alle persone e alle imprese. Inoltre esistono molti negozi, supermercati e centri commerciali, che offrono ai cittadini una vasta scelta di prodotti. La presenza di una stazione ferroviaria, di un porto e di un aeroporto facilita le attività commerciali, la fornitura di merci e servizi.
La funzione politico-amministrativa
È la più banale delle funzioni urbane, peculiare di quelle città in cui hanno sede gli organi politici e gli uffici della pubblica amministrazione. La funzione amministrativa è svolta anche dagli enti locali, che provvedono alle necessità dei cittadini nel campo della sanità, dell’istruzione, del lavoro, ecc… Nelle città sono presenti,inoltre, i commissariati di polizia, le stazioni dei carabinieri, i tribunali e gli uffici della pubblica amministrazione.
La funzione turistica
La funzione turistica prevale nelle città d’arte, come Venezia e Firenze, e in molte località di mare o di montagna. Numerosi abitanti di queste città lavorano nelle strutture destinate ad accogliere i turisti, cioè in alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, impianti sciistici, ecc…
mercoledì 10 gennaio 2018
La città 4 - Christaller e la geografia urbana
Se facciamo nostro questo assunto di Vallega, ecco che possiamo crearci un modello di città astratto, cioè una rappresentazione simbolica che possiamo applicare a ogni insediamento umano che vogliamo studiare.
Le città si comportano, nel territorio circostante come un magnete nel suo campo di forza: attirano risorse (umane, energetiche etc...) ed emanano servizi. Questa definizione è alla base del cosiddetto "modello del magnete".
A partire dal 1929 il geografo tedesco Walter Christaller (1893-1969), dopo aver passato anni a lavorare come agrimensore nel sud della Germania pubblicò "Le località centrali nella Germania meridionale". Sulla base delle sue misurazioni, Christaller scrisse che "la vocazione principale delle città è quella di porsi come punto centrale di un territorio". Proprio come un magnete le città di un territorio diventano il punto su cui convergerebbero tutti gli abitanti e tutte le risorse.
Le città si comportano, nel territorio circostante come un magnete nel suo campo di forza: attirano risorse (umane, energetiche etc...) ed emanano servizi. Questa definizione è alla base del cosiddetto "modello del magnete".
A partire dal 1929 il geografo tedesco Walter Christaller (1893-1969), dopo aver passato anni a lavorare come agrimensore nel sud della Germania pubblicò "Le località centrali nella Germania meridionale". Sulla base delle sue misurazioni, Christaller scrisse che "la vocazione principale delle città è quella di porsi come punto centrale di un territorio". Proprio come un magnete le città di un territorio diventano il punto su cui convergerebbero tutti gli abitanti e tutte le risorse.
- Il limite del territorio su una cui esercita la propria capacità attrattiva si chiama ambito di diffusione, ed è posto nel luogo in cui il magnetismo della città è pareggiato da quello di un'altra città. In altre parole, l'ambito di diffusione è la strada che un cittadino è disposto a percorrere per usufruire di un certo servizio.
- Area di gravitazione, cioè il campo di forza della città, è il cerchio che ha per raggio l'ambito di diffusione della funzione del rango più elevato.
A seconda delle funzioni espresse è possibile stilare un rango dell'offerta, cioè una classifica dell'offerta di servizi della città; di conseguenza si può parlare di gerarchia urbana.
P.S.:qualche suggerimento:
http://nuke.scuolamediamatteottivittoria.it/Portals/0/documenti/2011-12/LA%20CITTA%E2%80%99%20IN%20EUROPA%20e%20IN%20ITALIA.pdf
Terra del sole (castrocaro)
Sabaudia, Vienna, Freudenstadt, Vitry-le-François, Coevorden
caster o chester (l’antico castrum latino, cioè accampamento), come Manchester o Lancaster.
P.S.:qualche suggerimento:
http://nuke.scuolamediamatteottivittoria.it/Portals/0/documenti/2011-12/LA%20CITTA%E2%80%99%20IN%20EUROPA%20e%20IN%20ITALIA.pdf
Terra del sole (castrocaro)
Sabaudia, Vienna, Freudenstadt, Vitry-le-François, Coevorden
caster o chester (l’antico castrum latino, cioè accampamento), come Manchester o Lancaster.
venerdì 22 dicembre 2017
La città 3 - Il paesaggio urbano
il volto di una città è l'espressione 1) delle funzioni urbane, che analizzeremo tra due lezioni, e 2) delle relazioni tra la città e l'ambiente, che , in una parola sola chiamiamo paesaggio urbano.

2) a pianta radiocentrica: nelle quali le strade si dipartono a raggiera da un punto centrale
3) a pianta libera: che non rispondono nessun disegno, ma si adeguano ai fattori naturali
4) a pianta composita: che si compongono di sezioni diverse con diversi tipi di piante.
di seguito alcuni piante di città come esempio:
Secondo gli studi di Toschi, massimo geografo italiano delle città, il paesaggio urbano può essere colto in tre tappe:
- attraverso la pianta della città
- attraverso la differenziazione interna
della città
della città
- attraverso l'analisi delle cellule urbane,
dei quartieri e delle aree funzionali della città
dei quartieri e delle aree funzionali della città
La pianta della città
offre un considerevole insieme di significati geografici, a partire dall'adattamento al terreno, ai venti al clima etc... essa racconta anche la storia e la natura della città. Per esempio nell'Alto medioevo le città avevano una pianta lineare (se nascevano su una strada o una via fluviale), una pianta a irregolare (quando nasceva su un'altura) o una pianta a pettine (se nasceva in prossimità di una specchio d'acqua). Dal Basso Medioevo in avanti , quando le città ricominciano a crescere, si trovano piante ortogonali o composite.
Anche se ogni città ha una storia e quindi una pianta originale <fermatevi e provate a immaginare che pianta avrà la città di Ancona>, tuttavia si tende a far rientrare le piante delle città in quattro modelli fondamentali.
1) a pianta ortogonale: con strade che si intersecano a 90° sulla base di un cardine e di un decumano massimo, secondo il modello urbanistico greco e romano
2) a pianta radiocentrica: nelle quali le strade si dipartono a raggiera da un punto centrale
3) a pianta libera: che non rispondono nessun disegno, ma si adeguano ai fattori naturali
4) a pianta composita: che si compongono di sezioni diverse con diversi tipi di piante.
di seguito alcuni piante di città come esempio:
Lo sviluppo della città
Lo la geografia, scriveva Hartshorne, è la "scienza della differenziazione spaziale", cioè dovrebbe spiegare perché un luogo differisca da un altro. Ecco che, per lo studio delle città, dobbiamo affrontare la differenziazione interna: dovremo scomporre la città in moduli e esaminare di ognuno la forma e le funzioni.
Non è difficile individuare i quartieri, tanto le città possono svilupparsi solo in tre modi: radiale, settoriale nucleare. il disegno che il docente sta facendo sulla lavagna di antracite mi sembra chiaro
Scrivete nel punto il vostro nome e una breve presentazione
Esercizio
<Individuare sulla mappa di google almeno una città per ogni tipo di pianta>Scrivete nel punto il vostro nome e una breve presentazione
martedì 19 dicembre 2017
La città 2 - Fattori di localizzazione

Quando cerchiamo di capire perché una città sia sorta in un determinato luogo ci occupiamo dei cosiddetti fattori di localizzazione. Ce ne sono di due tipi: fattori fisici e fattori umani.
I primi ci dicono quali opportunità (fattori positivi) e quali condizionamenti (fattori negativi) hanno favorito la nascita e lo sviluppo dell'insediamento urbano.
I secondi, che riguardano la cultura, le tecnologie, il tipo di economia (la possibilità di sfruttare una risorsa presente in un nuovo territorio), la politica (la necessità di presidiare un confine o di rafforzare l’autorità costituita), l'evoluzione demografica (migrazioni o esplosioni demografiche possono generare nuovi nuclei insediativi). Essi possono essere studiati solo con un'attenta analisi storica. Noi, come primo esercizio, possiamo confrontare i fattori di localizzazione per Priene e per Camberra.
<Esercizio 1: avete 5' per copiare la tabella sul quaderno e compilarvela.>
<Esercizio 1: avete 5' per copiare la tabella sul quaderno e compilarvela.>
- opportunità _______________________ __________________________________
- condizionamenti _______________________ __________________________________
- cultura _______________________ __________________________________
- tecnologie _______________________ __________________________________
- tipo di economia _______________________ __________________________________
<Esercizio 2: anticamente molti aspetti venivano considerati al momento di fondare un nuovo centro abitato: la possibilità di difendersi dai nemici, la disponibilità di acqua abbondante, la vicinanza di aree fertili per l’agricoltura, un clima favorevole. Quali fattori naturali di localizzazione hanno portato alla fondazione del vostro paese/città? compilate una tabella analoga a quella dell'esercizio 1>
Le città 1 - Priene vs Canberra
Il Monte Micale si trova nella valle del Menandro un fiume dall’ampio bacino che sfocia sulle coste occidentali della Turchia. Sulle sue pendici, nel III secolo a.C. fu progettata Priene, uno straordinario esempio di città classica: la pianta era ortogonale e tutte le vie s intersecavano ad angolo retto.Il sito era suddiviso in due terrazze cosicché alla città bassa (asty), si contrapponeva la città alta (acropoli) conferendo un armonioso movimento all’intero volto urbano.
Al centro c’era l’agorà, splendida piazza rettangolare, cinta da un porticato e circondata dai palazzi pubblici. Mezza piazza era dedicata alle attività economiche, l’altra metà alle funzioni pubbliche. L’agorà dava un cuore alla città e, insieme ai templi, esprimeva il controllo sui territori circostanti (kora).
Venti secoli dopo, nei territori montuosi del sud dell’Australia viene fondata Canberra. È il 1908. La città è eletta capitale del Commonwelth d’Australia. È lontana dalla vie di comunicazione, ma è posta il un luogo molto bello sulle sponde del Lago Burley. La pianta è caratterizzata dall’unione di due sezioni concentriche attorno a un grande spazio adibito a verde.
Si pensava che Canberra sarebbe rimasta una sorta di monumento all’unità del Continente: graziosa, ma isolata e incapace dei influenzare il suo intorno. Non andò così: ora Canberra è una città prospera e ben collegata
Priene e Camberra sono due esempi opposti di città. Non centra la distanza nello spazio e nel tempo. La vera differenza è che Priene nasce lungo una via di comunicazione (il fiume) e possiede già in partenza le caratteristiche che ne hanno fatto una capitale. Canberra, invece, no; è nata senza le prerogative del genere, ma le ha prodotte.
La letteratura geografica riguardo alle città si è sforzata di studiare tre cose:
1. Perché la città sia sorta in quel determinato luogo
2. Perché la città abbia assunto quelle dimensioni e abbia dato vita a quel paesaggio
3. Perché la città abbia assunto quelle funzioni
Anche noi faremo la stessa cosa
giovedì 9 novembre 2017
Vita quotidiana nell'antico Egitto
Sono uno scriba, ma so com’è la vita di un lavoratore. I miei genitori erano contadini, ricordo a malapena la mia infanzia, e, per quel poco che rammento non ho bei ricordi.
Non avevamo soldi poiché il raccolto fatto dai miei genitori, e da tutti gli altri contadini veniva confiscato dallo Stato.
Non godevamo della bella vita che facevano i faraoni con tavole piene di carne, vino e birra, per noi l’alimentazione era scarsa e questo portava a malattie come l’epatite.
I miei genitori morirono quando io e i miei fratelli eravamo ancora piccoli. Ci separarono, mi adottò una famiglia benestante, che mi diede la possibilità di andare a scuola e diventare quello che sono oggi, uno scriba.
Da allora non so più niente dei miei fratelli, non so se sono vivi o morti, se sono sposati e se hanno figli.
Mi piaceva andare in giro per la città di Akhet, avevo familiarizzato con la gente del villaggio.
I bambini mi chiedevano di insegnare loro a leggere e scrivere, facevo dei corsi pomeridiani, nelle loro così dette ‘abitazioni’ .
Il villaggio era composto da capanne, di una o due stanze ciascuna, senza finestre e con un tetto ricoperto da foglie.
Vedevo i lavoratori svegliarsi presto, truccarsi e andare al lavoro, si truccavano per far allontanare le mosche dal proprio volto.
Una mattina, mentre ero solito passeggiare per le stradine di quel villaggio, vidi dinnanzi al recinto della tomba reale, un ammasso di gente gridare.
Incuriosito mi avvicinai, e capii subito che era una protesta poiché i salari erano bassi, e il cibo non c’era.
Gli operai si rifiutarono di costruire piramidi per la sepoltura dei faraoni e dopo questo lungo periodo di sciopero, i funzionari e i sacerdoti si decisero a contraccambiare.
I sacerdoti vivevano nel tempio, tenevano molto alla pulizia del loro corpo e del loro spirito, tanto che durante la notte si alzavano due volte per lavarsi.
Quella stessa mattina, poco dopo la protesta, vidi un uomo piangere, accovacciato a terra.
Gli chiesi che aveva fatto e mi rispose che non aveva soldi per dar da mangiare a sua moglie e ai suoi figli. Era molto giovane, ci si sposava presto per avere molti figli e dare una degna sepoltura ai propri genitori poiché la speranza di vita era intorno ai trent’anni.
Mi incuriosì la storia di quel mio coetaneo, avevamo molte cose in comune.
Così, quel giorno ritrovando mio fratello, ritrovai la felicità.
Una vita scandita dal Nilo
Le annuali inondazioni del fiume Nilo, che lasciando sul terreno grandi quantità di fertile limo permettevano di effettuare anche due raccolti all'anno, scandivano la vita degli antichi egizi.
Tre erano le stagioni, ognuna di quattro mesi di trenta giorni
Akhet (la stagione della piena)
Iniziava il 19 luglio, nel giorno in cui, nel cielo del tramonto, appare la stella Sirio. La piena del Nilo era sempre piuttosto puntuale.
Era la stagione più bella, perché, era quella delle vacanze. Si potevano svolgere attività alternative come la pesca e la caccia nelle paludi. Molti contadini, obbligati all'inattività, si prestavano come operai. Generalmente dai villaggi partivano squadre di operai che si alternavano nei grandi cantieri in turni da 8-10 giorni
Peret (la stagione della semina)
Non c'era tempo da perdere. L’aratura e la semina avvenivano appena l’acqua del Nilo si era ritirata dopo l’inondazione non sempre filava tutto liscio. Se la piena era scarsa il terreno coltivabile si riduceva provocando gravi carestie, di cui ci è stata tramandata notizia da diversi documenti; per questo motivo era importantissima una regolamentazione delle acque e una rete di irrigazione delle terre, che di solito era organizzata e curata da parte del potere centrale.
Shemou (la stagione del raccolto)
Bisognava fare presto I chicchi di cereali erano stivati dentro granai a forma di silos, sotto gli occhi attenti degli scribi che registravano accuratamente il numero dei sacchi versati nei granai. Il Prodotto destinato all'esportazione all'estero doveva essere portato ad Alessandria prima della nuova piena,altrimenti i venti Etesii avrebbero impedito il commercio verso Roma.
------------------------------------
La piramide sociale
La società egizia era impostata su una rigida gerarchia: a parte il faraone, il visir e la stretta élite dei sacerdoti, c'erano le seguenti classi sociali:
Funzionari:
c'è un governatore nominato dal faraone per ogni nomo. Alle sue dipendenze c'è una burocrazia composta da scribi che si occupano del funzionamento e dell'amministrazione dello Stato.
Scribi:
Sono i pochi uomini capaci di leggere e di scrivere. Esistono vari livelli
- I più capaci controllano le persone e le merci alle frontiere;
ci sono poi gli agrimensori, cioè i misuratori di campi: dopo la piena del Nilo, che cancella - i confini tra i poderi, essi si occupano di suddividere nuovamente i campi;
altri ancora censiscono, cioè contano, il bestiame, misurano la quantità dei raccolti.
- i meno fortunati trascorrono la vita come scrivani o segretari di un funzionario di grado elevato.
- Quasi tutti gli scribi, infine, riscuotono le tasse.
Militari:
In tempo di pace sorvegliano il paese e spesso sono impiegati, sotto la guida dei loro comandanti, nei grandi lavori idraulici (bonifiche,erezione di dighe) ed edili (costruzioni di templi e piramidi). In tempo di guerra è il faraone che li guida nelle imprese più importanti: essi ritengono che il suo sguardo abbia il potere di atterrire il nemico!
I soldati godono di molti privilegi e alcuni sono ricchi e possiedono molte terre (ricompensa per il servizio prestato).
Lavoratori:
Gli artigiani non sono ricchi ma godono di un certo benessere. La loro vera ricchezza consiste nell’abilità con cui eseguono il loro lavoro, infatti più sono capaci e meglio sono pagati.
I mercianti viaggiano in tutto il paese navigando sul Nilo. Così facendo, diffondono la moda ed il gusto della capitale contribuendo a creare la civiltà egizia.
I contadini. L’agricoltura è l’attività praticata dalla maggior parte degli Egizi e i contadini sono, in verità, la vera ricchezza dell’Egitto poiché procurano cereali, lino, verdure e papiro per tutti. Ma, come in quasi tutte le epoche della storia, sono i più poveri e sfruttati.
Schiavi: Al di sotto dell’ultimo gradino della piramide sociale ci sono gli schiavi. Per i primi secoli della civiltà egizia non esistevano schiavi, ma solo uomini condannati dalla giustizia ai lavori forzati. Nel II millennio a.C. al tempo delle grandi conquiste territoriali, i prigionieri di guerra vengono fatti schiavi, non hanno diritti e la loro vita non ha valore. Sono di proprietà del padrone e possono venire venduti come un qualsiasi animale da lavoro.
------------------------------------
A tavola
In realtà non si stava a tavola, (solo i vecchi ci stavano), ma si mangiava "alla giapponese" su stuoie.
La dieta di base della popolazione era molto semplice. Pane e birra erano il cibo e la bevanda più usata e costituivano anche la paga con cui i faraoni compensavano gli operai, dato che il denaro non esisteva.
Si mangiavano anche:
- verdure(meglio cotte che crude).
- pesce (moltissimo, sia d'acqua dolce che salata: carpe, muggini, anguille.
- carne (solo i ricchi ne mangiavano molta: anatre, oche piccioni, quaglie e pellicani.
- uova.( solo in età tarda di gallina, prima andava molto l'oca)
Il ful medames era il piatto nazionale egiziano: piccole fave lessate per ore e insaporite con olio e aromi vari.
Pani e focacce
Pare che ci fossero circa trenta o quaranta tipi di pane con diverse forme, triangolare, rotonda ovale ecc, e ingredienti, orzo, farro, frumento. Il più comune si chiamava Ta, il pane dei soldati. Era prodotto in casa, veniva consumato al naturale o arricchito con grasso e uova, oppure addolcito con miele e frutta.
Non mancavano le focacce, sulle quali si poteva spalmare il miele o una specie di marmellata di datteri.
La fine sabbia del deserto non si poteva evitare così si mescolava alla farina e produceva una precoce erosione dei denti.
Il pane che si preparava nel III millennio a.C. era molto simile a quello tradizionale, rotondo che viene fatto ancora oggi dai contadini dell'Alto Egitto e che si chiama aysh sham o pane del sole.
Resti di pagnotte mummificate sono stati trovati in diverse tombe, come quella di Mentuhotep II a Deir el-Bahari.
Le Case
Quelle dei contadini avevano un solo piano, avevano i pavimenti di terra battuta e avevano un paio di stanze, senza finestre o con finestre piccolissime. All'aperto c'era un cortile con il forno per il pane.
Vicino alle case c'erano i laboratori degli artigiani: vasai, pittori, falegnami, fabbri, orefici…
Meglio puliti che belli
Agli occhi dei greci gli egizi si lavavano continuamente. La pulizia era un obbligo per i sacerdoti (completamente glabri in ogni parte del corpo e tenuti ad almeno cinque bagni rituali al dì), ma anche per i contadini che, poveretti, sui lavavano solo una volta al giorno.
I profumi erano molto ricercati; erano realizzati su una base di olio (oggi invece usiamo l'alcool, con il risultato che l'aroma è molto più volatile. in compenso siamo meno vischiosi)
Si truccavano sia gli uomini che le donne; gli adulti come i bambini e erano truccati agli occhi con una sostanza chiamata Kohl (solfato di piombo). Con la matita nera partivano dalla coda degli occhi e tiravano una linea che arrivava fino alla parte alta degli zigomi.
Questo trucco così tipico nasce come una misura per proteggere gli occhi, non era solo un modo per abbellirsi.Infatti, nella terra arida egiziana si sollevava molta sabbia e gli Egiziani, molto intelligentemente, scoprirono questa poltiglia che, applicata localmente, idratava l‘occhio e teneva a distanza gli insetti (un toccasana, peccato sia altamente cancerogeno).
Etichette:
2012-2013,
2017-2018,
Antico Egitto,
Egitto
mercoledì 25 ottobre 2017
Progetto Hammurapi
Consegnare un progetto per una stele di Hammurabi, con indicazione di:
- bozza del disegno
- misure,
- materiali
- piano finanziario (costi e sponsor)
Suggerimenti per l'impaginazione: http://ctrl-z.it/impaginazione-tavole-architettura/
- bozza del disegno
- misure,
- materiali
- piano finanziario (costi e sponsor)
Suggerimenti per l'impaginazione: http://ctrl-z.it/impaginazione-tavole-architettura/
venerdì 22 settembre 2017
Latino: lessico di base ed esercizi
Poesialatina.it: Grammatica e esercizi
Memrise.com: Vocabolario di base latino
Memrise.com: Vocabolario di base latino
amicitia, -ae, f.
amicizia
aqua, -ae, f.
acqua
causa, -ae, f.
causa, motivo
copia, -ae, f.
abbondanza
cura, -ae, f.
preoccupazione, cura, affanno
dextera, -ae, f.
la (mano) destra
divitiae, -arum, f.
ricchezze
fama, -ae, f.
notizia, fama, reputazione (buona o cattiva)
femina, -ae, f.
femmina
fera, -ae, f.
fiera, belva
flamma, -ae, f.
fiamma
forma, -ae, f.
forma, aspetto, figura
fortuna, -ae, f.
sorte, fortuna, sfortuna
fuga, -ae, f.
fuga
gloria, -ae, f.
gloria, prestigio
gratia, -ae, f.
favore, riconoscenza, ringraziamento
iniuria, -ae, f.
ingiustizia, offesa, torto
invidia, -ae, f.
invidia
ira, -ae, f.
ira, sdegno
lacrima, -ae, f.
lacrima
littera, -ae, f.
lettera dell'alfabeto; al pl. lettera, letteratura
memoria, -ae, f.
ricordo, memoria
mora, -ae, f.
indugio, esitazione, ritardo
natura, -ae, f.
indole, natura, forma
patria, -ae, f.
patria
pecunia, -ae, f.
denaro, somma di denaro
poena, -ae, f.
pena, punizione
provincia, -ae, f.
provincia
puella, -ae, f.
ragazza, bambina
pugna, -ae, f.
battaglia
respublica, -ae, f.
repubblica, stato, governo
sententia, -ae, f.
parere, giudizio, verdetto
silva, -ae, f.
selva, bosco
terra, -ae, f.
terra
turba, -ae, f.
schiera; confusione, disordine
umbra, -ae, f.
ombra, parvenza
unda, -ae, f.
onda
via, -ae, f.
via, cammino; metodo
victoria, -ae, f.
vittoria
vita, -ae, f.
vita
Iscriviti a:
Post (Atom)

