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mercoledì 5 giugno 2019

il primo re

36, 56, 136
"Il nostro mito fondativo non è stato trattato dal cinema che, invece, ha costruito un filone ricchissimo sulla narrazione dell'antica Roma. È stata questa la spinta iniziale: era il momento di provare a calare lo spettatore nel Lazio dell'VIII secolo a. C. tenendoci più lontani possibile dall'estetica classica del peplum alla Ben-Hur, immaginando di raccontare, invece, la fondazione dell'Impero a partire proprio dal mito come se fosse vero. Alla pari di un film d'avventura, abbiamo reinterpretato in chiave realistica ed emotiva la leggenda dei gemelli Romolo e Remo".
Matteo Rovere

Rovere si crògiola nella derivatività infettato dall'idea postmoderna ch'il citazionismo sia un valore e non un difetto, un pregio e non un deficit creativo. Gli spettatori possono divertirsi (?) a individuare le (oltre) 50 sfumature di splatter citate, ammiccate, omaggiate, partendo da "Cannibal Holocaust" dell'80 e proseguendo ad libitum. Il film, allora, si riduce a pretesto per l'individuazione dei suoi referenti, mentr'abbozza una mitopoiesi emotivamente spompata e il kolossal da epica shakespeariana affonda già durante lo tsunami dell'incipit.


L'origine divina della città ("Due fratelli destinati a sfidare gli dei", recita la trama ufficiale del film) ci è stata tramandata tra gli altri da Tito Livio nelle "Storie" e da Plutarco, che nel suo "Vite Parallele" scriveva: "Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina tale da offrire, agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e inesplicabile". Ma cosa racconta la leggenda?
Secondo la leggenda Romolo e Remo sarebbero i figli di Rea Silvia, sacerdotessa del tempio di Vesta e figlia del re di Albalonga Numitore, che per un capriccio di Marte partorì due figli senza padre. Considerata sacrilega e gettata nel fiume Aniene dallo zio usurpatore Amulio, della sua sorte non si seppe più nulla (ma secondo alcune versioni della storia fu resuscitata dal fiume): i suoi figli Romolo e Remo, nascosti in una cesta, furono tratti in salvo sotto al colle Palatino da una lupa, che invece di divorarli li accudì. Il pastore Faustolo e sua moglie Acca Larenzia, che vivevano poco distante e non avevano figli, trovarono i bambini mentre sorvegliavano il loro gregge e decisero di prenderli con sé. Diventati adulti i due giovani si vendicarono dello zio, ripristinando il regno di Numitore, e decisero di fondare una propria città. Che nacque, contro ogni previsione, dal sangue versato proprio dai due fratelli, coinvolti in una disputa fatale.

Tempus est iocundum (CB178)

domenica 2 giugno 2019

Bacche bene Venies (CB200)


https://lyricstranslate.com/it/carmina-burana-bache-bene-venies-carmina-burana-200-lyrics.html
Bacche, bene venies gratus et optatus,
per quem noster animus fit letificatus.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus forte superans pectora virorum
in amorem concitat animos eorum.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus sepe visitans mulierum genus
facit eas subditas tibi, o tu Venus.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus venas penetrans calido liquore
facit eas igneas Veneris ardore.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus lenis leniens curas et dolores
confert iocum, gaudia, risus et amores.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus mentem femine solet hic lenire
cogit eam citius viro consentire.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus illam facile solet expugnare,
a qua prorsus coitum nequit impetrare.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacchus numen faciens hominem iocundum,
reddit eum pariter doctum et facundum.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Bacche, deus inclite, omnes hic astantes
leti sumus munera tua prelibantes.
Istud vinum, bonum vinum, vinum generosum,
reddit virum curialem, probum, animosum.
Omnes tibi canimus maxima preconia,
te laudantes merito tempora per omnia.

mercoledì 10 ottobre 2018

Çatal Hüyük, la città più antica del mondo?

da cinziamalaguti.it

ha subito diverse distruzioni e ricostruzioni, partendo dal primo neolitico (8000-7000 a.C.), il sito archeologico è, per questo motivo, articolato su vari strati per un’altezza di ben 19 metri, di cui i primi dieci sono stati datati usando il metodo del carbonio 14. [...]

Una singolare caratteristica urbanistica era che l’antica città non aveva strade ed era composta da case ammassate l’una sull’altra, a scopo difensivo, a cui si accedeva tramite scale a pioli poggiate sui tetti. Le case potevano essere a più piani, avevano poche stanze, presentavano un’intelaiatura in legno ed un rivestimento, che veniva annualmente intonacato, costituito da mattoni, fatti di fango e paglia essiccati.

Gli abitanti della città di Çatal Hoyuk seppellivano i propri morti, divisi per sesso, sotto il letto. Questi, prima di essere sistemati sotto i letti, venivano esposti all’aperto in attesa che gli avvoltoi procedessero ad una completa escarnazione, con lo stesso sistema usato ancora oggi in India ed in Persia, dove i cadaveri sono depositati nelle cosiddette Torri del Silenzio. Secondo un principio molto antico la parte essenziale dell’uomo sono le ossa, perché la carne si deteriora e quello che si seppelliva sotto il letto non era il cadavere, bensì l'”imperituro”, cioè le ossa. Talvolta era riposto non lo scheletro intero, ma solo una singola parte, come il cranio che veniva elaborato mediante l’uso di un colorante e di conchiglie inserite nelle orbite.
La tumulazione dei morti in casa presumeva un sentimento di amore verso di loro, in quanto essi continuavano a fare parte della famiglia anche dopo morti, godendosi il sopore eterno nel focolare domestico.
da  il-matriarcato.blogspot.com

vedi anche:
https://il-matriarcato.blogspot.com/2014/01/catal-huyuk-la-citta-neolitica.html

Fine Modulo preistoria

Come primo argomento di Geostoria ci siamo occupati dell'Ominazione. 
Abbiamo ragionato sull'evoluzione umana a partire dalla visione di due film.
Fa' un breve resoconto del'attività svolta, descrivi i due film (titolo, trama, ambientazione, personaggi) e confrontali.
Nel tuo tema spiega: 
  • Quali scopi si prefiggono i due registi
  • Errori/licenze poetiche 
  • Quali modi di rappresentare Preistoria ti ha convinto di più e perché.


sabato 6 ottobre 2018

Evoluzione 3 - L'alba dell'uomo

Quando Kubrick ed io cominciammo a lavorare su 2001, l'era spaziale aveva appena sette anni, e nessun essere umano si era mai allontanato dalla Terra per più di un centinaio di chilometri. La conquista della Luna a quel tempo sembrava alla gente comune soltanto un sogno lontano. (A. C. Clarke)











Il percorso proposto da Kubrick attraversa quattro momenti:
- l’Alba dell’Uomo, quello che vediamo noi.
- Il viaggio verso la stazione lunare 
- la missione verso Giove e infine 
- da Giove verso l’infinito.

Un film misterioso

Dopo aver visto queste scene rispondiamo a coppie alle sette domande che trovate qua sotto.
Poi inviate un file che avrete nominato COGNOME_COGNOME_KUBRIK 


  1. Perché Kubrick inizia il film con 4 minuti di immagini fisse?
    perché, nei primi 20 minuti, la macchina da presa non si muove mai?
  2. In che epoca è ambientato il film?
  3. Dove è ambientato il film?
  4. In quale  specie umana possiamo annoverare i protagonisti dell inizio del film?
  5. Perché sono così "scimmieschi"?
  6. Che significato ha il match-cut, osso/astronave che lega le prime due parti del film.
  7. Che cos'è il monolite nero?

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infine....
  • Perché sarebbe stupido sostenere che il film di Kubrick muova una critica alla teoria evoluzionista di C. Darwin?





L’Alba dell’Uomo 

Il buio della preesistenza (sulle note di Atmosphere di Ligeti), il vuoto assoluto che ha generato il Big Bang. 4.000.000 di anni fa. Poi la musica di Così Parlò Zarathustra di Richard Strauss è la sinfonia del nuovo mondo, la comparsa delle scimmie antropomorfe che comunicano con versi, grugniti, suoni gutturali. Uomini-scimmia (potrebbero essere forse della specie australopitecus africanus che aveva preso il posto, a colpi d’osso di antilope, del cugino robustus?) e Tapiri insieme, ad abbeverarsi alla stessa pozza d’acqua, a mangiare erba. Poi scende il buio della notte e la paura, quella paura dell’Ignoto, del ghepardo che salta alle spalle e ti azzanna, lo spettro della Morte. Ed ecco che compare il Monolite nero, oscuro nel segreto che si porta appresso, il Segreto della Conoscenza. La musica del Requiem di Ligeti amplifica questo senso di Sacro Mistero, aumenta il senso di impenetrabilità, il limite della siepe da valicare, questo buco nero che assorbe la luce, questa porta spazio-tempo che si apre sulla eternità, questa coscienza immortale che rappresenta il senso della nostra esistenza. La scimmia antropomorfa ad un certo punto smette di osservare, di guardare con timore reverenziale e si ferma a pensare: ecco questo è il momento che meriterebbe il fermo immagine, la scoperta dell’osso e dei possibili utilizzi. Si chiama ragionamento ed è la scintilla innescata dal monolite, il momento di lucidità da cui origina il processo evolutivo. Ma ogni scoperta vuole la sua parte di dolore: il prezzo della Verità è il sangue dell’innocente che soccombe nella lotta per la sopravvivenza. Il lucido pessimismo di Kubrick si esplica in questa associazione tra lume della ragione e istinto alla violenza. L’osso del Tapiro viene usato prima come strumento per procacciarsi il cibo (da erbivori si diventa carnivori) e poi successivamente per affermare la propria superiorità di capo tribù uccidendo i propri simili. Il gesto che segna l’inizio del percorso evolutivo è un gesto di sangue, Caino che uccide Abele, un osso lanciato come perenne sfida dell’Uomo che diventa un grande balzo in avanti, una catapulta nel futuro. Pensate che tutta questa prima parte (tranne l’ultima scena, quella dell’osso volante che diventa poi astronave volante) è stata girata in studio, in teatri di posa vicino Londra, con l’illusione del paesaggio africano (deserto Namibico) proiettato in diapositive su un fondale di enormi dimensioni. Veniva utilizzata non più la tecnica della retroproiezione (già vista in Lolita e in tanti altri film) ma quella della proiezione frontale con specchio a 45° con una resa realistica, e la possibilità di avere la stessa intensità di luce per tutta la durata delle riprese (Kubrick da buon fotografo sapeva come giocare con la luce per potere evocare l’immutabilità e la primordiale purezza dell’alba della umanità).

sabato 29 settembre 2018

Evoluzione 2 - La guerra del fuoco

Settantacinquemila anni fa (?), in un luogo imprecisato del Vecchio Continente, una piccola comunità di Neanderthal viene attaccata da un gruppo di feroci individui dall’aspetto scimmiesco. Decimati e messi in fuga, gli aggrediti devono abbandonare la caverna che era il loro rifugio; e nell’attraversare un corso d’acqua lasciano spegnere il fuoco che hanno portato con sé ma che non son capaci di riaccendere, e senza il quale non potranno sopravvivere al gelo dell’inverno.
Tre uomini, Amoukar, Naoh e Gaw, per ordine del capo partono dunque alla ricerca del prezioso elemento armati solo di bastoni e di lance rudimentali, senza sapere per quanto tempo resteranno lontani e se al ritorno troveranno i compagni ancora in vita.....



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Poiché solo un essere umano, se rimane umano, può riconoscere umano un altro essere umano.
guardate il quiz, rispondete alle domande.
per loggarvi cliccate su https://edpuzzle.com/join/unmubdu e inserite il codice classe


unmubdu





mercoledì 19 settembre 2018

Evoluzione - parte 1


Per evoluzione umana, antropogenesi o ominazione, si intende l'origine e l'evoluzione dell'Homo sapiens come specie distinta e la sua diffusione sul globo. In senso tassonomico, riguarda, oltre al genere Homo, tutte le specie dei sette generi della sottotribù degli Hominina, di cui attualmente siamo gli unici rappresentanti viventi.


Gli Hominina sono una sottotribù di Ominidi, alla quale appartengono fino a otto generi, sette dei quali estinti:

- Ardipitechi † (2 specie)
- Australopitechi (3 specie)
- Kenyanthropus † (1 specie)
- Orrorin † (1 specie)
- Parantropi † (3 specie)
- Preantropi † (3 specie)
- Sahelantropi †  (1 specie)
- Uomini (14 specie: Antecessor †, Cepranensis †,  di Denisova ? †, Erectus †, Ergaster †, Floresiensis †, Gautengensis †, Georgicus †, Habilis †, Heidelbergensis †, Neanderthalensis †, Rhodesiensis †, Rudolfensis †, Sapiens)



La famiglia degli Ominidi gode, invee, di salute migliore. Appartengono ad essa i Pongidi (gli Orango) gli Hominini (come i Gorilla), i  Pan (i vari Scimpanzé), gli Uomini


Classificazione tassonomica

·         Dominio [Eucarioti]
·         Regno [Animale]
·         Sottoregno
·         Superphylum
·         Phylum (o Tipo o Divisione) [cordati]
·         Subphylum (o Sottotipo o Sottodivisione) [Vertebrati]
·         Infraphylum
·         Superclasse
·         Classe [mammiferi]
·         Sottoclasse [euteri o euplacentati]
·         Infraclasse
·         Superordine
·         Ordine [primati]
·         Sottordine [alporrini (dal naso semplice)]
·         Infraordine
·         Parvordine
·         Superfamiglia [hominoidea]
·         Famiglia [ominidi] (anche oranghi, i gorilla, gli scimpanzé i australopitechi etc…)
·         Sottofamiglia
·         Tribù
·         Sottotribù
·         Infratribù
·         Genere [homo]
·         Sottogenere
·         Specie [sapiens]
·         Sottospecie